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I suggerimenti per i franchisee: vediamo un caso pratico con un esperto

L’argomento di questa settimana non è semplice, ma fondamentale per un potenziale franchisee.

Spesso, troppo spesso, vedo franchisor che indicano stime di fatturati annui , non suffragate da un reale business plan.

Comprendo che un franchisor con molti anni di esperienza “dovrebbe” sapere quanto è la resa di un punto vendita nel suo settore ma, un buon franchisor dovrebbe anche sapere che lo stesso punto vendita, posizionato nei diversi comuni Italiani , può avere risultati economici profondamente diversi e aggiungo che anche all’interno dello stesso comune, in base alla location , i risultati possono essere molto differenti.

Un buon franchisor dovrebbe quindi analizzare attentamente la location proposta dal potenziale franchisee, chiedendogli una serie di dati di zona, che successivamente elaborerà per creare un business plan ad hoc.

Quali sono i suggerimenti per il franchisee?

Chiaramente variano molto in base al tipo di attività.

Solo per fare un esempio pratico, un attività di franchising di servizi non ha la necessità di una location in una via particolarmente commerciale , cosa indispensabile per molti negozi di prodotti.

Scegliere, quindi, il proprio negozio/ufficio in una posizione consona al tipo di attività, seguendo i consigli dati dal franchisor.

Fare un analisi della concorrenza è fondamentale!

Aprire un attività in franchising dove ci sono già molti concorrenti, non sempre è positivo, il mercato potrebbe non assorbire un altro punto vendita. Anche in questo caso il suggerimento del franchisor è fondamentale. Verificare quindi che bacino di utenza deve avere quella attività perché dia la giusta resa ( questo dato non sempre coincide con la zona assegnata in esclusiva perché la zona in esclusiva mi protegge da concorrenti dello stesso brand ma non mi protegge da concorrenti esterni al mio franchising).

Infine analizzare bene la metratura necessaria per quel tipo di attività.

Spesso mi capitano potenziali franchisee che a causa di una scarsa capacità finanziaria, propongono locali molto più piccoli del minimo indicato dal franchisor , poi però quando si parla di fatturati, si lamentano perché nella presentazione del franchisor era indicato un fatturato medio più alto! Non si può pretendere che un negozio di 70 mq , renda quanto uno di 150 mq. Chiaramente un negozio più grande attira maggiormente l’attenzione della clientela, sempre che …sia in una posizione ben visibile.

Forniti i dati al ns. futuro franchisor, dovremmo pretendere un business plan che si basa su numeri concreti. Faccio un esempio pratico per capirci meglio.

Se decido di aprire una libreria, nel business plan dovrò trovare una tabella che indica :

  • INCASSI

Incassi mensili – libri venduti nel mese – libri venduti nel giorno – scontrini mese – scontrini giorno- % di incidenza di ogni mese sul 100% dell’incasso annuale ( questo dovrebbe essere fatto per il 1°-3°-5° anno) .

  • SPESE INIZIALI

Eventuale entry fee – eventuale deposito cauzionale/fidejussione per il locale – spese per costituzione società/ditta + cciaa + scia – spese pubblicitarie – arredamento punto vendita – opere murarie – primo impianto merce ( se in conto vendita , eventuale costo fidejussione bancaria). Alcune di queste voci fanno parte dei beni ammortizzabili, quindi andranno ripartite in 5 anni.

  • SPESE MENSILI

Stipendi – collaborazioni – canoni di locazione – eventuali canoni di leasing/finanziamenti – gestione pos – commercialista- manutenzioni al locale – pubblicità- eventuale royalty – trasporti/packaging – furti- cancelleria – spese soc. annuali come depositi bilanci, vidimazione libri sociali, iscrizione cciaa, ecc…, quota parte spese iniziali ammortizzabili.

A questo punto ci dovrebbe essere una tabella che evidenzia il raggiungimento del Break even point ( punto di pareggio ) .

Purtroppo l’elaborazione di un business plan così fatto, non è semplicissimo da fare e comporta sicuramente un buon impegno da parte del franchisor. Per questo motivo, la maggioranza dei franchisor consegnano un business plan “grossolano” , basato su dati generici e, se richiesto, solo dopo la firma del contratto di opzione ed il versamento di una caparra, qualche franchisor procede con la stesura di un business plan più dettagliato.

Il consiglio è quello di rivolgersi al proprio commercialista che unendo la sua esperienza ai dati forniti dal franchisor , potrebbe elaborare un business plan più o meno realistico.

ATTENZIONE! Se è vero che spesso i business plan dei franchisors sono ottimisti, è altrettanto vero che quelli elaborati dai commercialisti di fiducia sono eccessivamente prudenziali.

Voi basatevi su una via di mezzo, per non sbagliare.

Buon lavoro a tutti ed arrivederci al prossimo articolo
G. Piersanti
Director EASY FRANCHISING

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